Macellaio 4.0, ecco tutte le novità del settore e le nostre offerte

Macellaio 4.0, ecco tutte le novità del settore e le nostre offerte

La rivoluzione imposta dal Covid 19 ha portato a grande cambiamenti in tutti i settori, compreso quello delle macellerie.

Il "Sole 24 Ore" riporta un'interessante indagine di Ismea  proprio sul settore. Nei primi nove mesi del 2020, secondo Ismea, gli acquisti domestici di carni bovine fresche sono aumentati del 7,3% a valore. La crescita ha riguardato tutti i prodotti, a inizio pandemia quelli di prima lavorazione e poi, nei mesi successivi, gli elaborati. Anche l’atteggiamento degli italiani è evoluto: si preferiscono carni di miglior qualità, ottenute in modo più sostenibile, provenienti da allevamenti italiani e da razze pregiate. Uno scenario che sta spingendo produttori e distributori a ripensare l’offerta e la gestione della categoria, passando dal “saper fare” al “far sapere” e tornando anche a offrire consulenza e servizi personalizzati per ogni cliente. Come? “Recuperando” il caro vecchio macellaio, una figura che sembrava destinata a scomparire e che, invece, è tornata fondamentale. Anche in Gdo.

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E ancora, il “macellaio 4.0” non è solo una figura rassicurante e un garante della qualità e della sicurezza delle carni. Deve anche fornire i servizi che si aspettano i consumatori del terzo millennio. Come hanno fatto le 280 macellerie del circuito Coalvi, che hanno introdotto il servizio di prenotazione e la consegna a domicilio. «Con l’arrivo della pandemia le abbiamo sostenute con iniziative straordinarie di comunicazione e con un manuale di suggerimenti per aiutarle ad affrontare meglio la situazione. Risultato: le nostre vendite in macelleria sono aumentate di oltre il 9% nel corso del 2020», spiega Giorgio Marega, direttore del Coalvi, il Consorzio di tutela della Razza Piemontese che raccoglie 1.400 allevamenti e produce 20mila capi certificati l’anno.

Si regista un vero e proprio boom per i pronti da cuocere e i surgelati.

Servizio è, dunque, la parola d’ordine nel mercato della carne, anche a livello di prodotti. Infatti ora piacciono quelli più “accattivanti” perché facili e veloci da cucinare a casa. Sono i cosiddetti “ready to cook” (ossia le terze lavorazioni bovine fresche come hamburger, macinato e polpette), il segmento più performante in Gdo, le cui vendite sono cresciute in un anno del 20% a volume e del 25% a valore. Si tratta, secondo Nielsen, di un mercato da 285 milioni di euro che, a dispetto dei prezzi in salita, sta galoppando. E non solo nel fresco: anche tra i surgelati sono gli hamburger a registrare aumenti delle vendite a doppia cifra e a trascinare la riscossa della carne frozen (+8% a valore e +7% a volume). «L’evoluzione del mercato passa sempre di più dalla capacità di interpretare i nuovi stili alimentari, che chiedono prodotti fast & easy ed elaborati gourmet ma a misura di intolleranti (in particolare nel gluten free) – spiega Salvo Garipoli, direttore di SG Marketing Agroalimentare –. E la rassicurazione veicolata da prodotti made in Italy e locali, dalla filiera controllata e dalla garanzia del benessere animale, è il principale driver che sostiene e sosterrà l’acquisto di carni fresche».


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